pubblicato il 22 gennaio 2021

Boccione maggiore e boccione minore come nuovi potenziali prodotti per la IV gamma

Ricercatori dell’Università degli Studi ed il CNR di Bari hanno domesticato per la prima volta queste specie, valutando gli effetti della densità di semina su produzione e qualità.

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L’utilizzo del floating system si è dimostrato efficace per la coltivazione del Boccione maggiore (Urospermum dalechampii) e del Boccione minore (Urospermum picroides).
È quanto emerge dal lavoro pubblicato sulla rivista internazionale Agriculture, che riporta i risultati ottenuti nell’ambito del progetto “Biodiversità delle Specie Orticole della Puglia (BiodiverSO)” in sinergia col progetto “Recupero ambientale del Bosco di Gravina in Puglia e valorizzazione della sua biodiversità attraverso la creazione di microfiliere gastronomiche (Bo.Bio.Ga)”.

Boccione maggiore e Boccione minore sono due specie eduli spontanee utilizzate nella cucina tradizionale e nella medicina popolare.
Ricercatori dell’Università degli Studi di Bari e dell’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari – CNR di Bari hanno domesticato per la prima volta queste specie, valutando gli effetti della densità di semina su produzione e qualità.
Sono state anche confrontate alcune caratteristiche qualitative tra prodotto coltivato in floating system e prodotto ottenuto da piante spontanee raccolte in pieno campo.

I risultati della ricerca, effettuata presso l’Azienda sperimentale “La Noria” dell’ISPA-CNR, evidenziano che entrambe le specie sono adatte alla coltivazione in floating system, sebbene il Boccione minore abbia mostrato un maggior contenuti di polifenoli totali ed una più alta attività antiossidante.

Con la semina più bassa il Boccione maggiore ha mostrato un contenuto più alto di nitrati, suggerendo la possibilità di utilizzare densità più elevate al fine di ottimizzare sia la produzione, sia la qualità del prodotto raccolto.

A differenza delle piante spontanee raccolte in pieno campo, le foglie delle piante coltivate in floating system sono risultate prive di residui di terreno, evidenziando la buona attitudine di questo sistema di coltivazione senza suolo per le produzioni orticole da destinare al settore della IV gamma.
Per leggere il lavoro sulla rivista internazionale Agriculture, CLICCARE QUI

Contatti:
Prof. Pietro Santamaria
Email: pietro.santamaria@uniba.it  
Dipartimento di Scienze Agro-Ambientali e Territoriali
Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Via G. Amendola, 165/A - 70126 Bari 

Dr. Massimiliano Renna
Email: massimiliano.renna@ispa.cnr.it  
Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari
Consiglio Nazionale delle Ricerche 
Via G. Amendola, 122/O - 70126 Bari