pubblicato il 29 aprile 2015

MICROELEMENTI, elementi nutritivi indispensabili

Denominati anche oligoelementi o elementi secondari, si trovano nei tessuti vegetali, quindi nelle ceneri, e sono necessari in piccola quantità per un adeguato sviluppo delle piante

TAGS: Agronomia, Colture

E’ ormai confermato che alcuni elementi nutritivi contenuti nelle ceneri, come fosforo (P), potassio (K), magnesio (Mg), calcio (Ca), zolfo (S) e ferro (Fe), insieme all’azoto (N) che, formando composti termolabili non è reperibile nelle ceneri, sono elementi assolutamente necessari ed indispensabili alla nutrizione dei vegetali.

    In un secondo momento sono entrati a far parte del gruppo alcuni elementi che si trovano nei tessuti vegetali, quindi nelle ceneri, solo in quantità molto piccole, come boro (B), manganese (Mn), rame (Cu), zinco (Zn), e molibdeno (Mo).

Tutti gli elementi sopra citati sono forniti alle piante dal terreno e dai fertilizzanti.

    Considerando anche i tre elementi, (O) ossigeno, (H) idrogeno e (C) carbonio, necessari alle sintesi organiche, che le piante assorbono dall’aria e dall’acqua, gli elementi nutritivi indispensabili per la nutrizione vegetale risultano essere in numero di 15  come di seguito elencato:

         7 metalloidi: H, O, C, N, P, S, B.

         8 metalli: K, Mg, Ca, Fe, Mn, Cu, Zn, Mo.

    Di questi quindici elementi, nove sono richiesti dalla pianta in notevole quantità e sono detti “macroelementi” (H, O, C, N, P, K, Mg, Ca, S), mentre gli altri vengono richiesti in modica quantità e sono detti “microelementi” (Fe, B, Mn, Cu, Zn, Mo). Di queste sostanze le piante hanno una necessità minima o molto piccola.

I microelementi sono tuttavia ugualmente importanti come i macroelementi.

I più importanti sono: Ferro (Fe) Rame (Cu) Manganese (Mn) Zinco (Zn) Boro (B) Molibdeno (Mo). Il ferro è il più importante tra i microelementi. Esso entra nella costituzione di vari enzimi e regola numerosi processi biochimici come la sintesi della clorofilla, la fotosintesi, la respirazione cellulare.
Le foglie sono gli organi della pianta che contengono la maggior quantità di ferro, e nei cloroplasti si ha la concentrazione più elevata.
I sintomi della clorosi ferrica si manifestano con ingiallimenti internervali prima delle foglie più giovani poi anche delle sottostanti.      
Gli apporti di “Ferro” sono eseguiti principalmente con formulati che contengono il ferro in forma chelata (EDTA-DTPA-EDDHA).      
Gli altri microelementi, anche se utilizzati dalla pianta in minore quantità rispetto il ferro, svolgono comunque una funzione fondamentale per la fisiologia della pianta.      
Il boro favorisce lo sviluppo meristematico, il molibdeno favorisce l'assimilazione dell'azoto, il manganese la sintesi della clorofilla e la fotosintesi clorofilliana, lo zinco la sintesi di aminoacidi e delle auxine ed il rame favorisce la sintesi proteica.      
L'apporto di questi microelementi normalmente avviene con dei composti chelati, ma vanno molto bene anche i relativi sali.      
I microelementi sono più importanti per le colture in serra ed in fuori suolo rispetto alle coltivazioni in pieno campo.     
In pieno campo, spesso essi sono presenti in quantità già sufficienti nel terreno e/o nella sostanza organica. Tuttavia, ci può essere bisogno di fornire microelementi in certe situazioni specifiche.