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Una strategia per una bioeconomia sostenibile per l’EuropaUna società innovativa e un'economia a emissioni ridotte, conciliando agricoltura e sicurezza alimentare con l'uso sostenibile delle risorse. La Commissione europea il 13 febbraio ha adottato "l'innovazione per una crescita sostenibile: una bioeconomia per l'Europa", una strategia «per indirizzare l'economia europea verso un più ampio e sostenibile uso delle risorse rinnovabili» e sottolinea che «con il previsto aumento della popolazione mondiale fino a sfiorare 9 miliardi di abitanti nel 2050 e l'esaurimento delle risorse naturali, l'Europa ha bisogno di risorse biologiche rinnovabili per produrre alimenti e mangimi sicuri e sani ma anche materiali, energia e altri prodotti».
La nuova strategia Ue prevede un piano d'azione che si basa «su un approccio interdisciplinare, intersettoriale e coerente al problema. L'obiettivo è creare una società più innovatrice e un'economia a emissioni ridotte, conciliando l'esigenza di un'agricoltura e una pesca sostenibili e della sicurezza alimentare con l'uso sostenibile delle risorse biologiche rinnovabili per fini industriali, tutelando allo stesso tempo la biodiversità e l'ambiente. Il piano si incentra pertanto su tre aspetti chiave: sviluppare tecnologie e processi produttivi nuovi destinati alla bioeconomia; sviluppare mercati e competitività nei diversi settori della bioeconomia; infine, stimolare una maggiore collaborazione tra i responsabili politici e le parti interessate». La proposta della Commissione fa parte delle proposte operative all'interno di due iniziative essenziali della strategia Ue 2020: "L'Unione dell'innovazione"e "Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse". La necessità di aumentare il finanziamento pubblico per la ricerca e l'innovazione in materia di bioeconomia è stata riconosciuta nell'ambito del futuro programma di ricerca "Orizzonte 2020": sono stati proposti investimenti per 4,7 miliardi di euro da destinare alla sfida "sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia", affiancati da ulteriori finanziamenti in altri settori del programma Orizzonte 2020. Il termine "bioeconomia" si riferisce a un'economia che si fonda su risorse biologiche provenienti della terra e dal mare, nonché dai rifiuti, che fungono da combustibili per la produzione industriale ed energetica e di alimenti e mangimi. La strategia si articola in tre assi principali: L'elaborazione della strategia è stata condotta dalla commissaria Ue per la ricerca, l'innovazione e la scienza, Máire Geoghegan-Quinn, con il sostegno dei commissari Tajani, Cioloş, Damanaki e Potočnik. La Geoghegan-Quinn, ha evidenziato che «l'Europa deve passare a un'economia "post-petrolio". Un maggiore utilizzo di fonti rinnovabili non è più solo una scelta ma una necessità. Dobbiamo promuovere il passaggio a una società fondata su basi biologiche invece che fossili, utilizzando i motori della ricerca e dell'innovazione. Si tratta di una mossa positiva per l'ambiente, la sicurezza energetica e alimentare e per la competitività futura dell'Europa». La strategia, i cui punti centrali sono la ricerca e l'innovazione, sarà presentata agli Stati membri dell'Ue per la prima volta in occasione del Consiglio "Competitività" il prossimo 21 febbraio 2012. Ma la bioeconomia europea vanta già un fatturato di circa 2.000 miliardi di euro e impiega oltre 22 milioni di persone, che rappresentano il 9% dell'occupazione complessiva dell'Ue. |